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gli ultimi nel vangelo

Una volta che siamo rimasti stupiti del dono divino ricevuto e immeritato, come ricambiare quella ricompensa? Noi abbiamo costantemente bisogno che qualcuno ci dia le cose più importanti della vita! [32]Così si adempivano le parole che Gesù aveva detto indicando di quale morte doveva morire. Che cosa avrebbero avuto in cambio?» Che tipo di ricompensa? Commento al Vangelo del giorno: Gli ultimi saranno primi. Evangelizzare non è tanto dare un contenuto, un’informazione alle persone, noi non possiamo soltanto andare dalle persone e dire: è vicino a te il regno di Dio. Demolisce le idee che ci siamo costruite su Dio, demolisce il buon senso che certe volte ci guida nella vita e ci porta, in maniera molto più profonda, a scoprire qualcosa che noi da soli non riuscivamo ad immaginare e che Gesù Cristo, invece, ci ha raccontato. No, don Luigi sta dicendo, a partire da se stesso, a partire da me, che finchè non scopriamo che siamo tutti nella condizione di quella donna; che siamo tutti accovacciati davanti ai piedi di Gesù; che abbiamo tutti bisogno di essere perdonati; tutti bisogno di riconciliazione; che non importa se abbiamo passato la vita seguendo le regole o cercando di essere in un certo modo. In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!». Tu no devi cercare qualcuno che ti vuole bene, devi bastare a te stesso! E tutte le volte che gli fanno notare che Lui si comporta in quel modo dice: ma dovete stare tranquilli, perché io non sono venuto per voi, voi siete i giusti, io sono venuto per i peccatori. No, perché evangelizzare significa: diventare Sacramento della presenza di Dio nella vita delle persone. L’umiltà è parlare male di se stessi? E’ molto sbagliato dire che una madre ama i figli tutti allo stesso modo, perché non è così. Se vuoi saperne di più, consulta la cookie policy. Perché è solo quello il luogo dove noi ci accorgiamo che abbiamo bisogno. noi abbiamo un posto speciale nel Suo cuore, perché Lui ci ama soprattutto a partire dalla nostra miseria, no da quello in cui siamo bravi. Che non merito niente! Che cos’è il Vangelo, se non andare da una persona che soffre e dire: guarda che il regno di Dio è proprio vicino a te. Quant’è difficile per una persona a cui è perdonato poco, amare! (Ennio Flaiano) E se il nostro vangelo rimane velato, lo è per coloro che si perdono, ai quali il dio di questo mondo ha accecato la mente incredula, perché non vedano lo splendore del glorioso vangelo di Cristo che è immagine di Dio. 6Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. La tua vita non è soltanto la somma di tutto quello che hai sofferto; è proprio vicino a te il regno di Dio! Se volete lamentarvi, potete farlo solo dopo che avete fatto tutto il vostro possibile. Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato, Nuovi stili di vita per abitare le distanze nelle famiglie: accompagnare, discernere e integrare la fragilità” (cap. Quindi vi rendete conto che l’intimità dell’amore si costruisce tutta sulla debolezza: quanto più un figlio è debole, fragile, tanto più è intima la relazione che ha con la madre. Dio è qui! Che noi siamo diventati bravi a lamentarci; bravi ad analizzare quello che non va; bravi a fare il punto della situazione, ma non abbiamo capito che il Signore a noi chiede solo di fare il nostro possibile. Negli ultimi anni vi sono stati vari casi in cui la luna ha assunto un colore rosso sangue. Fisicamente camminavano ritornando a Gerusalemme, spiritualmente si sentivano chiamati a conversione, stupiti che «Dio largamente perdona! In uno di questi racconti ci sono i discepoli che, con molta fatica, cercano di barcamenarsi nell’acqua, in una barca, mentre hanno una tempesta contro. Però ci sono famiglie divise; però ci sono persone distrutte dalla depressione che il terremoto ha ferito in una maniera stratosferica. Tu l’acqua la cerchi se hai sete, se non hai sete, l’acqua non la cerchi, allora è soltanto se tu sei consapevole, se tu sperimenti un bisogno che cerchi anche l’acqua, perché capisci quanto sia preziosa l’acqua dentro la tua vita. 13Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Alfredo Consorte, Capitolo elettivo Fraternità Ofs di Angri. A L’Aquila, d’inverno, fa -25°C, -20°C, dove li trovate i barboni sotto i ponti, ditemi? 20 settembre 2020 di devid91. Cos’è romanticismo, sentimentalismo? Questa è la base di tutta la vita spirituale e di tutto il cristianesimo. sapete qual’è la più grande illusione di noi esseri umani? La stessa cosa dice il versetto immediatamente precedente il racconto della parabola, facendone da cornice: «Ma molti primi saranno ultimi e ultimi i primi» (Mt 19,30). Gli ultimi sono quelli che sperimentano la fragilità della vita, la debolezza della vita. Sentite come lo spiega bene il vangelo: “Affinché vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli” (Mt 5,16). Non dobbiamo avere paura di amare, senza apparire. Non l’idea che mi sono fatto io della realtà. Gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi - Vangelo XXV Domenica. Le persone umili hanno la grande consapevolezza che non bastano a se stesse. L’espressione diventata proverbiale degli ultimi che saranno i primi, allude alla parabola evangelica di Gesù, conosciuta come “parabola dei lavoratori della vigna”, presente nel Vangelo secondo Matteo 20,1-16: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le sue vie sovrastavano le loro vie, i suoi pensieri sovrastavano i loro pensieri». L’umiltà è avere la testa un po’ reclinata, storta? Ora, se fino adesso vi ho detto che abbiamo bisogno di essere noi gli ultimi che sperimentano questo Amore, domandiamoci: Che cosa significa evangelizzare e portare la buona novella del Vangelo agli ultimi. E’ dire a quelle persone: tu non sei solo! 12dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Gli ultimi saranno i primi Ascolta Pausa Stop Osservando poi come gli invitati sceglievano volentieri i primi posti, per loro raccontò questa parabola : «Quando sei invitato a nozze, non occupare i primi posti, perché potrebbe esserci un invitato più importante di te: in … Questa è l’esperienza della conversione! Ora, noi abbiamo dimenticato o ci ricordiamo che noi non dobbiamo essere a servizio dei bisogni dei fratelli, noi siamo a servizio “dei fratelli” che hanno dei bisogni. Perché Gesù fa questo? Quest’uomo qui che è un commensale che grande differenza c’è tra lui e quella donna, invece, che è una donna poco di buono che sta piangendo sui suoi piedi e gli dice: “Simone, io sono entrato in casa tua e tu non mi hai fatto nemmeno lavare le mani e questa donna, invece, da quando è entrata qua dentro, non smette di lavare i piedi con le sue lacrime. 2Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Lasciarci provocare dagli ultimi. Tutti lo siamo. A volte soffriamo di un narcisismo spirituale che accade più o meno in questo modo: viviamo il cristianesimo, la pratica cristiana, i Sacramenti, come meriti. Questa credo che sia la prima tappa dell’evangelizzazione che ha come obiettivo gli ultimi: costruire prossimità. Allora vedete noi non possiamo occuparci dei poveri, pensando che i poveri sono gli altri, non possiamo occuparci degli ultimi, pensando semplicemente che gli ultimi sono alcuni. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Non ci stanno lì. In questo senso, possiamo essere le persone più in vista; possiamo occupare il posto migliore, nella società o nella Chiesa, importa poco, se non abbiamo e non portiamo costantemente con noi l’esperienza e la consapevolezza che noi siamo ultimi e che abbiamo bisogno di Lui e che non ce ne facciamo niente della nostra intelligenza, della nostra salute, della nostra furbizia, dei nostri talenti, delle nostre lauree, del nostro lavoro, dei nostri soldi, delle nostre case, delle nostre opere, delle nostre idee, se non ci rendiamo conto che innanzitutto Lui, fondamentalmente il Signore è alla base della nostra vita e noi viviamo di questo bisogno, senza vergognarci. 4e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. La sorpresa nel vedersi trattare come gli ultimi li porta alla mormorazione contro … In una conversazione di Gesù e i suoi discepoli il Signore illustra la storia di Israele e dell'Umanità che si sarebbe svolta di li in poi. Sia l’Antico che il Nuovo Testamento sono pieni di esempi di Beatitudini per i poveri, e di ammonizioni e minacce contro i ricchi. ... CERCA NEL BLOG. L’impostazione gnostica è evidente nel contenuto del manoscritto dove vengono narrati gli ultimi giorni della vita di Gesù in maniera del tutto diversa rispetto ai vangeli canonici. Fratelli miei, lo dico qui, sapendo che nessuno di voi mi fraintenderà. Significa che lo stupore di fondo che accompagna costantemente la nostra fede cristiana, è uno stupore che demolisce. Vedete cari amici, questo io credo che sia la vera base che non dobbiamo mai dimenticare dentro la nostra vita. I santi non sono persone sentimentali ed emotive, sono persone che sono entrate talmente tanto nella parte più profonda del cuore, da essersi accorti veramente che Gesù è morto per me; per te. Sono venuto per i malati, voi siete i sani, quindi certamente io non sono venuto per voi. 10 Molti ne resteranno scandalizzati, ed essi si tradiranno e odieranno vicenda. No, mai! Non si può mai separare la Chiesa dall’annuncio del Vangelo. 8Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. AUTORI E ISCRIZIONE - RICERCA, XXV Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (20/09/2020). Sapete perché ci vergognamo? L'attenzione verso gli ultimi il “volto popolare” del Vangelo Questo sito usa cookie di terze parti (anche di profilazione) e cookie tecnici. Se noi vogliamo entrare in una relazione preferenziale con Dio, dobbiamo domandarci, con molta lealtà, se noi siamo, sì o no, ultimi. Perché dovremmo costruire prossimità? E l’uomo Pietro, l’uomo su cui Cristo fonda la sua Chiesa, sintetizza, in una preghiera che ci dice che cos’è l’umiltà e che cosa significa la scoperta di essere ultimi, tutto quello che abbiamo detto fino ad ora. C’è una cena famosissima, accaduta a casa di Simone il fariseo. Dio è l’unico che può riempire di sapore ciò che nella vita, invece, sapore non ha. Chi ha fame sarà sfamato, gli ultimi saranno i primi, eccetera. E’ crescere, maturare e accorgersi che a un certo punto, in realtà, noi siamo autosufficienti, non abbiamo bisogno di nessuno. «Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi» (Mt 20,16). Affermare questa cosa significa renderci conto che, se c’è una caratteristica che Dio si porta addosso, è una caratteristica che ha più del materno che del paterno. No, ma il Signore non ci ha chiesto questo, non ci ha chiesto “innanzitutto questo”, ci ha chiesto di sporcarci le mani, nell’entrare in relazione con le persone che vogliamo servire. Sono entrato in casa tua e tu non mi hai nemmeno accolto con bacio, con un abbraccio e questa donna, da quando è entrata qua dentro, non smette di baciarmi i piedi. La sentite la bellezza di questa affermazione? Commento ... di fronte alla chiamata alla conversione da parte del Vangelo. Quella persona che soffre, anche quella persona a cui io non riesco a risolvere tutti i problemi, vedendo l’amore, la prossimità con cui gli voglio bene, dicano: Allora Dio esiste! Invece nella relazione con il Padre unito al Figlio nello Spirito Santo c'è sempre un dono gratuito da parte Sua nei confronti di ciascuno di noi, c'è sempre il dono eccedente di un valore immenso, «mille volte» maggiore del valore di ogni nostra buona azione nei suoi confronti, anche quando abbiamo lasciato tutto: padre, madre, fratelli, sorelle, beni materiali. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Gesù non si scompone, dice: qual’è il vostro possibile che cosa avete voi? Siamo pezzettini di una bellezza, Lui, invece, è la bellezza tutta intera; noi siamo dei segmenti di tempo, di storia, Lui, invece, è infinito. Perché sono sempre la nostra priorità, non solo in questo momento e per ricordarci che non devono mai diventare una vetrina, mai diventare un vanto, il Vangelo ci dice: “Non sappia la destra, ciò che fa la sinistra” (Mt 6,3). Che cos’è l’umiltà se non accorgersi di avere bisogno. Dovremmo avere il coraggio, per evangelizzare, di partire sempre dalla realtà e di accorgerci chi abbiamo davanti. Allora posso dare le medicine, posso essere bravo, posso operare, ma quelle persone, molto spesso, in quell’esperienza di dolore, hanno sì la cura, ma si sentono sole. Come loro, anche ciascuno di noi si senta oggi innanzitutto un graziato. Dobbiamo lasciarci provocare dalla realtà e capire che magari noi stiamo dando la cosa migliore del mondo, ma non abbiamo ancora capito chi sono le persone che c’abbiamo davanti, perché non le abbiamo mai ascoltate. Datemeli! È logico pensarlo, forse anche giusto. Sa che non gli serviranno più i suoi ragionamenti, la sua intelligenza, il fatto che è un pescatore; non gli servono più le sue esperienze, le sue cose. Il Vangelo / I primi ultimi, gli ultimi primi. Gesù lo spiega così nel Vangelo. Un medico cura. Gesù è il Signore! Non che io sono bravo, ma che Dio esiste! – dice il Vangelo – sprofonda nell’acqua. In questo senso siamo Sacramento., Siamo una grande indicazione che indica che Dio esiste. Noi dobbiamo essere i discepoli del possibile. E questi giovani, di notte, soprattutto quando fa freddo, portano coperte, portano un caffè caldo, portano da mangiare: bello! Perché questo fa la differenza nella vita di una persona: scoprire quanto follemente siamo amati. : Matteo 20,1-16. In questo senso a noi non piace capire questa evangelizzazione, perché se noi potessimo mettere apposto la coscienza dicendo: “vabbè, abbiamo dato un pacco di viveri, abbiamo risolto il problema”, avremmo messo semplicemente a posto la coscienza. 7Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Se io, a L’Aquila, organizzassi un servizio che porti il caffè caldo ai barboni, sarebbe inutile. Meditazioni "Gli ultimi saranno i primi ed i primi gli ultimi " di Vincenzo La Gamba L' odierno Vangelo si può riassumere così : Dio assume operai in qualsiasi minuto del giorno per giustificare la parte finale : " gli ultimi saranno i primi ed i primi gli ultimi ". L’autore del Vangelo secondo Marcosarebbe stato secondo, gli studiosi, Giovanni-Marco, compagno di predicazione di Pietro. Non dobbiamo mai trasformare il servizio ai poveri in un vanto. E’ una roba che capisci soltanto mentre la stai facendo, non mentre uno la spiega. A morire, per me! Guardate che questi siamo noi, eh! Noi siamo meglio, voi siete peggio, io lo faccio così, l’altro lo fa così! 15non posso fare delle mie cose quello che voglio? E’ questa la grande furbizia che a volte noi non abbiamo nella nostra vita spirituale. Siamo spaventati da questo! Utilizzo del termine Vangelo o Evangelo. Pensiamo che abbiamo un posto d’onore in Paradiso, semplicemente perché non abbiamo mai sgarrato la messa domenicale. Uno potrebbe dire: ma, se noi non raccontiamo il bene, poi la gente si convince che c’è solo il male; se noi non raccontiamo il bene, le persone non ci aiutano, non arrivano donazioni… E dice il Vangelo che Simone pensa dentro se stesso che razza di profeta è uno che non si accorge che donna gli sta toccando i piedi. Voi sapete che a Roma c’è questo servizio: tanti gruppi vanno a Roma Termini, vanno sotto i ponti, a Tiburtina, le grandi stazioni, le grandi periferie. Finché noi non scopriamo di essere ultimi, finché non scopriamo di essere così bisognosi di Cristo, non capiremo niente dell’amore di Dio e proprio perché non abbiamo capito niente dell’amore di Dio, la nostra evangelizzazione è fasulla, vuota, non porta frutto; è il tentativo di raccontare una cosa che non abbiamo mai veramente incontrato dentro la nostra vita. I suoi pensieri non erano i loro pensieri, le loro vie non erano le sue vie!. Ci dice che Lui sì, ama tutti, ma la sua relazione è una relazione di intimità soprattutto con chi sperimenta la debolezza; con chi è sperduto; con chi è spaesato; con chi si fa del male o vive un male; con chi ha la vita rallentata; con chi ha la vita incidentata. Che bello! Quindi, senza rendercene conto, da una parte siamo cristiani, ma non ci accorgiamo che la mentalità con cui siamo cristiani, magari, è una mentalità pagana. I segni degli ultimi tempi" 4 Gesù rispose: «Guardate che nessuno vi inganni; 5 molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno… 9 Allora vi consegneranno ai supplizi e uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. Trovate i ghiaccioli, non i poveri. Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza navigando sul nostro sito. 11 Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone 12 dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Solo cinque pani e due pesci, punto. Noi evangelizziamo e portiamo la buona notizia del Vangelo agli ultimi, soprattutto quando diventiamo “discepoli del possibile”. Continuando a navigare accetta i cookie. 12 Novembre 2019, Intervento di don Luigi Maria Epicoco, in occasione della festa di S. Maria del Roseto – Avellino – del 7 settembre 2019. Eppure questa proposta di comunione c'è già, c'è stata donata. Questo capita soprattutto quando la vita ti gira nel verso giusto: magari sei intelligente, hai la salute, più o meno sei furbo, riesci a cadere in piedi, hai dei talenti, sai fare qualcosa… A un certo punto ti convinci, proprio perché hai tutte queste caratteristiche, che non hai bisogno di nessuno. Il nostro Dio è un Dio che costruisce le sue relazioni preferenziali soprattutto con quelli che sono più fragili e più deboli. Terzo aspetto: Lasciarsi provocare dagli ultimi. Il cuore della Chiesa è che qualunque cosa la Chiesa fa, annuncia il vangelo, cioè il suo fare è sempre mescolato con l’annuncio del Vangelo. Siamo spaventati quando ci accorgiamo che la nostra preghiera può cambiare il corso delle cose, se fatta con fede. 16Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi». Ognuno dei due, nella contrattazione economica, cerca sempre di ricavarne il maggior interesse. Dio è presente! Noi abbiamo la promessa di Gesù che sarebbe ritornato con potenza e gloria, accompagnato da quegli Esseri di Luce dalla scienza inconcepibile. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Una cosa sola ci viene chiesta: custodire nella mente e nel cuore l'esperienza della bontà del Padre unito al Figlio nello Spirito Santo nei nostri confronti per accogliere con la stessa bontà e misericordia gli ultimi, i lontani, gli affaticati, coloro che ancora non hanno scoperto la loro dignità di figli amati e vagano nel mondo con comportamenti e stili di vita condizionati dal meccanismo di protezione del loro egoismo. - Clicca qui per sapere il perché. D. Antoni CAROL i Hostench (Sant Cugat del Vallès, Barcelona, Spagna) Oggi, la Parola di Dio ci invita a vedere che la “logica” divina va molto più in là di quella meramente umana. Che molto spesso noi abbiamo la nostra idea di come devono essere i poveri che serviamo. Sentite la forza di questa cosa? Non dobbiamo avere paura che il nostro amore sia il più discreto possibile. Ciascuno di noi può essere credibile nel Vangelo, se riscopre l’ultimo che è seppellito dentro di lui. Pietro e i dodici erano stati i «primi» chiamati, i «primi» che si erano messi alla sequela di Gesù già da tempo. O Signore, Iddio dei nostri padri, proteggi questa bandiera. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più.

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